I figli del deserto
Titolo originale: Sons of the Desert
I figli del deserto è un film del 1933 diretto da William A. Seiter, e interpretato da Stan Laurel e Oliver Hardy.
Articolo
I figli del deserto è un film del 1933 diretto da William A. Seiter, e interpretato da Stan Laurel e Oliver Hardy.
== Trama ==
La sezione di Los Angeles California 13, dell'associazione massonica dei Figli del deserto, di cui i due protagonisti del film sono membri, sta attraversando un periodo di crisi e bisogna rinvigorirla con la partecipazione di tutti i suoi associati al congresso nazionale di Chicago: tutti devono giurare che vi parteciperanno. Stanlio e Ollio giungono in ritardo nella sede dell'associazione, a seduta già iniziata, seminando il caos tra i delegati assiepati in platea, che tentano in qualche modo di fare loro spazio per consentirgli di raggiungere i loro posti in seconda fila. Al momento di giurare Stanlio si mostra riluttante, poiché ha paura di non ottenere il consenso da sua moglie, ma Ollio lo costringe a giurare ugualmente.
Tornando a casa, Ollio rimprovera Stanlio di non essere capace d'imporsi sulla propria moglie, affermando che le mogli vadano tenute all'oscuro di tutto. Giunti a casa, i due confondono più volte la porta di ingresso della loro dimora, chiudendosi reciprocamente fuori. Alla fine Ollio decide di far aspettare in casa sua Stanlio fino al ritorno di sua moglie, uscita per andare a caccia. Stanlio, seduto in poltrona a leggere il giornale, inganna il tempo mangiando di nascosto delle mele prese da un soprammobile posto sul tavolo accanto, senza tuttavia accorgersi che siano in realtà riproduzioni di cera dei frutti. Poco dopo la moglie di Ollio, venuta a conoscenza della faccenda del Congresso a causa dell'incapacità di Stanlio di mantenere il segreto, ingiunge al marito di andare invece in vacanza in montagna con lei. Ollio, che vuol conservare la sua dignità di fronte a Stanlio, dopo aver subìto la sfuriata della donna, promette a Stanlio che partiranno lo stesso per il congresso, ma viene colpito a ripetizione dalla moglie, che gli infrange una buona quantità di stoviglie in testa.
Ollio escogita allora un piano, con la complicità di Stanlio. Si finge improvvisamente malato e bisognoso di distrazioni, mentre l'amico dovrà corrompere un dottore, che gli consiglierà di respirare aria di mare andando sulle spiagge di Honolulu, complice il fatto che la moglie di Ollio non sopporta le onde del mare. Stanlio, in attesa del dottore, si prodiga nell'assistere l'amico con il prevedibile risultato di farlo star male davvero. In realtà Stanlio non ha ingaggiato un medico, ma un veterinario che, per adeguarsi alla sua parte, farà per prima cosa ingoiare a Ollio una grossa pillola da cavallo. Il piano comunque riesce e la moglie di Ollio acconsente a far partire il marito per Honolulu, assistito dall'amico. Così i due compagni riescono ad andare a gozzovigliare alla riunione dei Figli del deserto a Chicago, all'insaputa delle mogli. Qui incontrano anche Charlie, il cognato di Ollio, rischiando di farsi scoprire quando questi telefona alla sorella.
Tornati a Los Angeles, per sostenere la finzione, improvvisano sull'uscio di casa un balletto con tanto di ananas e ukulele, sulle note di Honolulu baby. Ma in casa non c'è nessuno e una volta entrati, i due scoprono casualmente da un giornale la notizia del naufragio della nave passeggeri da Honolulu per l'America, con la precisazione che i superstiti sarebbero sbarcati a Los Angeles solo l'indomani. Constatato il rischio di essere scoperti, i due tentano di uscire di casa per passare la notte in albergo, ma, proprio mentre stanno per varcare la soglia della porta, intravvedono le rispettive mogli arrivare da lontano e si nascondono nella soffitta di casa. Le mogli avevano appreso a loro volta la notizia e, nel tentativo di distrarsi, si recano al cinema, in attesa di sapere se i loro mariti fossero sopravvissuti. Nell'intervallo del film assistono così a un cinegiornale, dove si proietta la parata a Chicago dei partecipanti al congresso dei Figli del deserto. In primo piano vengono mostrati anche Stanlio e Ollio, felici e pimpanti. Quindi, non hanno fatto naufragio. Le mogli sbigottite scoprono dunque la verità e inviperite, decidono di tornare a casa per punirli della bugia.
Nel frattempo, mentre fuori infuria un temporale, Stanlio e Ollio si ingegnano a passare la notte in soffitta, allestendo un letto. Ma il letto appeso al soffitto crolla colpito da un fulmine e le mogli, temendo un'intrusione da parte di ladri, chiamano la polizia. Mentre i due si calano lungo le condutture dell'acqua piovana, nel tentativo di raggiungere un albergo per passare la notte, vengono scoperti da un poliziotto e consegnati alle mogli.
Tentando di giustificarsi, raccontano un sacco di bugie, inventando storie assurde di un salvataggio in mare. Ollio si tiene fermo sulla sua versione ma Stanlio non resiste all'invito di sua moglie a dire la verità e, pur disperandosi per le peggiori conseguenze che dovrà subire, confessa. È la fine per Ollio: subisce l'ira della moglie che lo colpisce con tutte le stoviglie di casa, mentre Stanlio viene premiato per la sua sincerità dalla consorte, ricevendo da lei coccole e premure. Anche lui però, non evita di venir colpito da una pentola in testa lanciata da Ollio, dopo avergli detto che "la sincerità è la miglior virtù".
== Produzione ==
Il soggetto originale fu scritto da Frank Craven nel luglio del 1933, mentre Laurel e Hardy stavano girando Busy Bodies. Nel mese di agosto, Frank Terry si occupò della stesura di dialoghi aggiuntivi, tra cui l’assurdo inno dei Sons of the Desert, costruito come un medley di celebri motivi musicali, tra cui Give My Regards to Broadway, Yankee Doodle Dandy e Tramp, Tramp, Tramp, the Boys are Marching. Nella stessa settimana, Byron Morgan collaborò alla continuità narrativa, mentre William A. Seiter, amico di lunga data di Hal Roach e Stan Laurel, fu scelto per la regia. Alla scrittura contribuirono anche Laurel stesso, Seiter e l’ex comico Glenn Tryon. Una parte del soggetto fu ripresa dalla comica muta di Laurel & Hardy Noi sbagliamo (1928), specialmente per la scena finale.
Nonostante la meticolosa preparazione, alcune sequenze già sceneggiate furono eliminate. Tra queste figurava un’elaborata parata dei Sons per le strade di Chicago, in cui Stanlio e Ollio, dopo essersi incastrati con un lungo striscione, provocavano la caduta di numerosi ciclisti in una grande fontana. Un’altra scena esclusa mostrava la convention trasformarsi in una rissa generale, con conseguente arresto dei protagonisti.
Per il ruolo della moglie di Stan era stata inizialmente scritturata Patsy Kelly; tuttavia, l’attrice fu ceduta temporaneamente alla MGM per girare Going Hollywood con Bing Crosby, impegno che si protrasse oltre i tempi previsti. Al suo posto, Dorothy Christie entrò nel cast quattro giorni dopo l’inizio delle riprese.
Le riprese di I figli del deserto iniziarono il 2 ottobre 1933 sotto la direzione di William A. Seiter. A differenza di precedenti lungometraggi del duo, in cui la commedia risultava spesso indipendente dalla narrazione, in questo caso gli elementi comici e la storia furono integrati in maniera più armoniosa. La collaborazione tra Seiter e Laurel fu facilitata anche da un rapporto di amicizia: i due avevano trascorso insieme una vacanza in yacht nella primavera del 1933, durante la quale Stan conobbe Virginia Ruth Rogers, che divenne una presenza abituale sul set. In quello stesso periodo, la vita privata di Laurel fu segnata dalla fine del matrimonio con Lois Neilson, avvenuta l’11 ottobre 1933, mentre il film era ancora in lavorazione.
Il film venne girato prevalentemente in ordine cronologico: la scena iniziale, in cui Stanlio e Ollio giurano di partecipare alla convention di Chicago, fu la prima a essere realizzata, con la partecipazione di circa sessanta comparse, tra cui una ventina di membri della Hollywood American Legion Post. Una delle ultime sequenze a essere girata fu quella del cinegiornale, che mostrava la parata dei Sons. Per l’occasione vennero impiegate circa 500 comparse, tra cui membri dell’American Legion di Glendale, stabilendo un record per lo studio Roach. La scena fu girata nella New York Street del backlot, appositamente rinnovata per il film.
Un ruolo di rilievo è quello di Charley Chase, che interpreta il cognato invadente di Ollio. Sebbene in seguito l’attore dichiarò di non aver amato la parte, ritenendola distante dal suo abituale personaggio, la critica ha spesso sottolineato la forte intesa scenica con Laurel e Hardy.
Particolarmente memorabile è il numero musicale Honolulu Baby, composto da Marvin Hatley, destinato a diventare uno dei brani più popolari legati al duo. La canzone, accompagnata da un corpo di ballerine di hula, fu interpretata dal cantante Ty Parvis ed eseguita da un’orchestra di otto elementi diretta dallo stesso Hatley. Lo stesso compositore ricordò in seguito di aver scritto la melodia in appena venti minuti.
Durante la produzione, il finale fu oggetto di modifiche. Nelle prime versioni i protagonisti avrebbero dovuto nascondersi dalle mogli sul tetto del loro duplex e infine confessare le proprie colpe al mattino, vestiti in abiti da giorno. Nel montaggio definitivo, invece, la scena fu ambientata di notte, sotto un temporale, con Stanlio e Ollio in pigiama.
== Accoglienza ==
Il film fu presentato in anteprima all’inizio di novembre 1933. L’Hollywood Reporter lo accolse positivamente, definendolo «buono quanto qualsiasi commedia di Stanlio e Ollio, ad eccezione, ovviamente, di Fra Diavolo». La rivista osservò inoltre che, nonostante il titolo, la pellicola «non ha nulla a che fare con il deserto, ma molto con delle vere risate».
Al momento della distribuzione commerciale, la critica statunitense espresse giudizi generalmente favorevoli. Una delle poche recensioni negative fu quella di Variety, secondo cui «la storia è sottile al punto da risultare evanescente. È pur sempre un film a due rulli che dura tre volte tanto. Farà ridere, ma non porterà nuovi clienti». Di tono opposto il commento di Andre Sennwald sul New York Times, che lodò la capacità del film di sostenere la durata di un lungometraggio «senza ricorrere alle consuete formule artificiose di riempimento e allungamento», definendolo «divertente dall’inizio alla fine». Anche Richard Watts Jr. del New York Herald-Tribune sottolineò l’entusiasmo del pubblico, descrivendo la sala del Rialto Theatre «affollata di delegati estatici che mostravano ogni segno di considerarsi in un mondo ideale in cui c’erano due Chaplin che lavoravano nello stesso film».
Dal punto di vista commerciale, I figli del deserto ottenne un buon successo al botteghino. Fu incluso da Film Daily e The Motion Picture Herald tra i dieci film di maggior incasso del 1934. La pellicola registrò risultati positivi anche all’estero: a Parigi, durante un’ondata di caldo che aveva fortemente ridotto le presenze nelle sale, venne riportato che il film era «ancora in programmazione con successo alla decima settimana» al cinema Madeline.
È il film a tema “familiare” più conosciuto della coppia e forse quello più rappresentativo della loro cosiddetta “misoginia”: l'imperscrutabile mondo femminile è visto come ostacolo da aggirare in quanto limitativo della loro poetica e infantile anarchia.
Oggi I figli del deserto è considerato uno dei migliori lungometraggi della coppia comica. Oltre al consenso critico, anche le piattaforme di valutazione cinematografica riflettono l’apprezzamento del pubblico: sul portale Internet Movie Database (IMDb) il film mantiene una media superiore a 7,5 su 10, basata su migliaia di voti di utenti, indicativa di un gradimento costante a quasi un secolo dalla sua uscita.
Questo dato, unito al punteggio di approvazione del 100 % su Rotten Tomatoes da parte dei critici e all’alta percentuale di gradimento del pubblico, conferma come il film non sia soltanto un successo del passato, ma continui a essere riconosciuto come uno dei vertici della carriera di Stanlio e Ollio.
== Distribuzione ==
=== Edizione italiana ===
Il primo doppiaggio italiano del film fu eseguito nel 1934 negli stabilimenti della MGM di Roma e diretto da Augusto Galli, ma questa versione è andata perduta. Nel 1946 il film fu redistribuito nei cinema con un nuovo doppiaggio eseguito presso la Fono Roma con la collaborazione della C.D.C. Nella seconda versione, l'unica ad essere sopravvissuta, fu sostituita la musica presente durante i dialoghi a causa dell'assenza di una colonna internazionale, mentre le canzoni rimasero in lingua originale.
== Riconoscimenti ==
Nel 2000 l'American Film Institute ha inserito il film al 96º posto della classifica delle cento migliori commedie americane di tutti i tempi. Nel 2005 ha inserito la battuta «Vedi che altro pasticcio sciocco mi hai combinato?» («Well, here's another nice mess you've gotten me into!» in lingua originale) al 60º posto della classifica delle cento migliori citazioni.
Nel 2012 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America.
== L'organizzazione Sons of the Desert ==
Il titolo originale di questo film è anche il nome dell'associazione internazionale Sons of the Desert (Figli del deserto) fondata nel 1965 dal biografo ufficiale della coppia, John McCabe. L'organizzazione nata con il benestare di Stan Laurel che ne suggerì anche il motto (Two minds without a single thought, due menti senza un minimo pensiero: il che vuol dire spensierati, senza pensieri o preoccupazioni ma anche così stupidi che in due menti non era possibile ritrovare neppure un solo pensiero), raccoglie gli appassionati del duo comico sparsi nel mondo, e ne conserva e promuove la memoria della vita e dell'opera.
== Note ==
== Bibliografia ==
Morando Morandini, Dizionario dei film, ed.2007, Zanichelli
Autore non specificato, I figli del deserto. Stanlio e Ollio. Ed. Eclectica Multimedia, collana "Le leggende della risata" , 2000 ISBN 8887471215
Giancarlo Governi, Laurel & Hardy - Due teste senza cervello, documentario ERI RAI, Torino, 1985.
Camillo Moscati, Stanlio & Ollio, la coppia della risata, ed. Lo Vecchio, Milano, 1989.
Ernesto G. Laura, Quando Los Angeles si chiamava Hollywood, Bulzoni, 1996 (prima edizione in rivista, “Bianco e Nero”, 1977).
Marco Giusti, Stan Laurel & Oliver Hardy, ed. Nuova Italia, Roma, 1997 (prima edizione nel 1978, Castoro Cinema n.57).
Benedetto Gemma, Andrea Ciaffaroni, Tiziano Medici, Alessandro Rossini, Antonio Costa Barbé, I Film antologici di Stanlio & Ollio, Ed. Noi siamo le colonne, Modena, maggio 2005.
== Voci correlate ==
Stanlio e Ollio (con filmografia)
Stan Laurel
Oliver Hardy
Slapstick
== Altri progetti ==
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su I figli del deserto
== Collegamenti esterni ==
(EN) Lee Pfeiffer, Sons of the Desert, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
I figli del deserto, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
(EN) I figli del deserto, su IMDb, IMDb.com.
(EN) I figli del deserto, su AllMovie, All Media Network.
(EN) I figli del deserto, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
(EN, ES) I figli del deserto, su FilmAffinity.
(EN) I figli del deserto, su Box Office Mojo, IMDb.com.
(EN) I figli del deserto, su TV.com, Red Ventures (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2012).
(EN) I figli del deserto, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
Sito ufficiale, su laurel-and-hardy.com.
Sito italiano by Tam, su tamweb.it.
Sito italiano ufficiale tenda n°258 'block-heads', su ifiglideldeserto.it.
Fonte: Wikipedia
Trama
Per partecipare alla riunione annuale dell'associazione (massonica) "Sons of the Desert" di cui sono soci, i due amiconi fingono una malattia di Hardy che esige un soggiorno di cura a Honolulu, ma le loro mogli scoprono l'inganno. Per la compattezza narrativa e il sottile umorismo delle situazioni e dei personaggi che sostituisce la ricchezza delle gag comiche, è considerato il migliore dei lungometraggi della coppia su un tema tipico del loro cinema, l'evasione dal carcere più o meno dorato del matrimonio. Ebbe un successo così esteso che contribuì alla nascita di numerosi club di ammiratori, intitolati appunto "Sons of the Desert".
Cast
| Attore | Ruolo |
|---|---|
| Stan Laurel | Stanley 'Stan' Laurel |
| Oliver Hardy | Oliver 'Ollie' Hardy |
| Mae Busch | Mrs. Lottie Hardy |
| Dorothy Christy | Mrs. Betty Laurel |
| Charley Chase | Charley |
| Lucien Littlefield | Dr. Horace Meddick |
| Ernie Alexander | Waiter (uncredited) |
| Brooks Benedict | A Son of the Desert (uncredited) |
| Charita | Lead Hula Dancer (uncredited) |
| Ellen Corby | Partygoer at Table Next to Charley's (uncredited) |
| Robert Cummings | Steamship Announcement Witness (uncredited) |
| John Elliott | Exalted Ruler (uncredited) |
| Billy Gilbert | Mr. Ruttledge (voice) (uncredited) |
| Charlie Hall | Waiter (uncredited) |
| Pat Harmon | Doorman (uncredited) |
| Ty Parvis | Singer of "Honolulu Baby" Number (uncredited) |
| Hal Roach | Bit Part (uncredited) |
Equipaggio
| Ruolo | Nome |
|---|---|
| Writer | Charley Chase, Eddie Welch, Frank Terry, Glenn Tryon, Hal Roach, Jack Barty, Oliver Hardy, Stan Laurel, William A. Seiter |
| Story | Frank Craven |
| Producer | Hal Roach |
| Director | William A. Seiter |